(…) è sufficiente citare un paio di passaggi sull’Italia per capirne il senso e rimanere basiti. «Ogni giorno in Italia ci sono molti suicidi ma c’erano già prima della crisi». Un attenuante, certo. La ricchezza mediana delle famiglie italiane, poi, essendo di 173.500 euro, «tre volte quella dei tedeschi», ispira una conseguenza ovvia.
Avendo l’Italia un debito pubblico del 130% contro quello tedesco che è all’80%, c’è una sola soluzione perché esca dall’impasse, perché si liberi finalmente di questo tallone d’Achille dei suoi conti pubblici. Eccola qua: «sarebbe più sensato che i Paesi in crisi riducano i loro debiti con le proprie forze: aggredendo maggiormente la ricchezza dei suoi cittadini».
Il settimanale è così grezzo da dimenticarsi che gli stipendi degli italiani sono molto più bassi di quelli tedeschi, o che per pagare le enormi quantità di tasse che gravano su stipendi e sulla casa ci vuole liquidità. Così come dimentica di citare gli abissi che ci sono tra i servizi di cui beneficiano i tedeschi rispetto agli italiani, in cambio delle tasse.
L’unico dato che lo Spiegel non nasconde è quello sulla povertà: da noi la quota di poveri è al 16,5% contro il 13,4% dei tedeschi. Così come ammette che i tedeschi hanno una tradizione da cicale: preferiscono vivere in affitto e spendere in viaggi piuttosto che risparmiare. Ma quando arriverà il momento di salvarci, se mai accadrà, è prevedibile che la parola d’ordine sarà una sola: salvatevi da soli. Come Cipro.
Pagamenti fasulli
(…) I debiti della Pa verso fornitori, escluso il settore sanitario, ammontano a circa 100 miliardi. Già quel “circa” è inquietante, giacché dovrebbe essere una cifra precisa, ove la contabilità fosse tenuta bene. Il decreto prevede che, se tutto va bene, saranno pagati 40 miliardi entro la fine del 2014. Ciò significa che il 60% si mette in coda per due anni. E questa sarebbe la velocizzazione?! Ma neanche i 40 sono veri, dato che non si fluidificano neanche i 14 già nelle casse dei debitori, lasciandone liberi solo 2,3. Per il resto partono adempimenti e procedure applicative che consegnano il problema al prossimo governo. Ove mai si riesca a farne uno. Questo significa che il decreto interviene urgentemente su una questione che s’intende risolvere senza nessuna urgenza. Inoltre centellinando il dovuto, quindi perdendo l’occasione di centrare sia l’obiettivo “a” che quello “b”.
Un governo di gente competente, invece, avrebbe dovuto dividere la questione in due parti. Da una si dialoga con la Commissione europea, facendo presente che: 1. altri Paesi hanno contabilità diverse dalla nostra, sicché anche l’ammontare del debito pubblico non è poi così abnorme, dalle nostre parti; 2. il nostro deficit è il più basso e il nostro avanzo primario il più alto fra i paesi Ocse. Quindi, posto che c’è anche una direttiva europea che impone di pagare i fornitori in 30 giorni, vedano di non rompere troppo l’anima.
Dall’altra parte si modifica la nostra contabilità interna, s’impone un modello alle regioni, si evita che il fenomeno si riproduca in futuro e si toglie potere politico alla ragioneria. Se si rinuncia all’una e all’altra cosa si è solo esecutori piccini di volontà altrui. Distributori di costumi da bagno quando piove. Con un sistema dell’informazione che titola: finalmente quel che serve.
Cosa insegna il fallimento di Suntech, colosso cinese del solare
Si svegliano adesso al Corriere? Il dumping cinese ha distrutto la piccola e media industria italiana e nessuno a livello nazionale o europeo ha fatto nulla di significativo per impedirlo (il dazio antidumping è una buffonata).
Draghi e Monti hanno permesso alle banche tedesche e francesi di scaricare il debito italiano detenuto in portafoglio attraverso la vendita dello stesso, d’accordo con la BCE, sulle banche italiane e sulla banca delle banche italiane: la Banca d’Italia
(…) Mario Monti, nominato per procurare al paese un governo credibile, ha permesso un’operazione sul debito pubblico se si vuole ancora più perversa.
Il suo governo ha infatti permesso alle banche tedesche e francesi di scaricare il debito italiano detenuto in portafoglio attraverso la vendita dello stesso sui mercati ed in particolare, d’accordo con la BCE, sulle banche italiane e sulla banca delle banche italiane: la Banca d’Italia.
Questo “passaggio” è stato realizzato grazie all’ausilio dei grandi investitori internazionali (soprattutto hedge funds) che sono stati chiamati a rastrellare i BTP dal portafoglio di investimento delle banche estere per poi rivenderli alle istituzioni italiane, non senza congrui profitti. Il tutto sotto la vigilanza della BCE by Draghi che ha garantito il completamento di tale passaggio.
Questa operazione ha garantito agli hedge funds enormi profitti e, attraverso l’intervento a sostegno della BCE stessa, la manipolazione al ribasso del tasso di interesse pagato sui BTP. (La determinazione del tasso non è originata dal mercato, dovremmo pagare il 10 per cento, invece paghiamo il 4-5)
Tale manipolazione dei tassi di interesse su debito, che è la vera causa della crisi in corso, ha impedito la pulizia del mercato ed ha perpetrato investimenti inefficienti di capitale che deriva dall’investimento ad un tasso di interesse più basso rispetto a quello di equilibrio.
L’apparente ritorno alla normalità del tasso (e dello spread di tasso rispetto al Bund tedesco), è quindi il risultato di una manipolazione che ha solo rinviato il momento in cui il mercato riporterà tale tasso al suo valore reale.
Quando questo avverrà l’impossibilità di pagare i reali interessi sul debito, determinerà il default dell’Italia, ma tale default colpirà i risparmiatori italiani e le banche italiane (compresa la Banca d’Italia) due volte: una volta come investitori ed un’altra come residenti del paese in default, risparmiando le banche tedesche e francesi in primis.
Più che governo tecnico quello in scadenza è stato un vero governo politico. Nell’interesse di alcuni selezionati paesi europei.
via Dagospia
Io non sono un Euroscettico, ma se devo essere guidato da un Euroscemo, preferisco tornare alla lira.
Merkel, come Hitler, ha dichiarato guerra al resto del continente, stavolta per garantire (alla Germania) il suo spazio economico vitale
L’economista Juan Torres Lopez dell’Universita’ di Siviglia, articolo cancellato dal sito web de: “EL PAIS”
da: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tutto-il-mondo-el-pais-merkel-come-hitler-52951.htm
(via supercazzolaprematurata)
(via paneliquido)
Nei primi anni dell’euro, che è stato introdotto nel 1999, i paesi ai margini della zona euro hanno beneficiato economicamente più della Germania. Ma nel corso degli ultimi cinque anni, la situazione si è invertita.
I grafici mostrano i dati per i paesi della zona euro divisi in quattro gruppi:
- Germania e Francia, i due paesi più grandi, vengono visualizzati singolarmente.
- Cinque economie europee del Nord, che alcuni hanno ipotizzato potrebbe unirsi Germania e la Francia in una nuova “euro forte” della zona, sono indicate da un gruppo denominato “paesi del Nord.”
- Gli altri 10 paesi sono riuniti in un gruppo denominato “paesi periferici.”
Io voto PD perchè la Gabanelli è
per il popolo!!!! E poi voglio
l’abolizione del contante perchè
non ho nulla da nascondere, io!
(via abr)
Non vi preoccupate, l’Europa non prenderà mai provvedimenti simili a quelli per Cipro con gli altri Stati membri suona simile alle assicurazioni di Hitler “Invadere altre nazioni? Noi? Ci basta annettere l’Austria e poi ci fermiamo, giurin giurella


