sarà che ho appena pagato l’empam, sarà che sono iscritto (obtorto collo) all’inutile ordine dei medici, ma vorrei spendere due parole sulla nomina del ministro della salute.
Tal Lorenzin scopriamo non essere laureata (ma per fortuna non è una colpa) e con un bel diploma di maturità classica e iscritta a giurisprudenza . E va bene che per la vulgata delle mamme dovevi fare il classico per studiare medicina (grande cazzata), ma dico io qualcuno un filino più competente no?
Mi ripeto: per fare il politico bisogna essere un figlio di puttana e non un tecnico. La signora Lorenzin non deve andare in corsia a mettere bende, ma deve, per esempio, organizzarne l’acquisto a livello nazionale. Diciamo che il Ministro sta al medico come Marotta sta a Giaccherini.
Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione , di un diffondersi dell’idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governar e la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche .
O forse tutto questo è più concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione – fino allo smarrimento dell’idea stessa di convivenza civile – come non mai faziosa e aggressiva, di totale incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti.
Lo statista si preoccupa dei dieci anni futuri, il politico delle prossime elezioni, il politico italiano dell’opinione della timeline di twitter
(via microsatira)
per fare il Presidente della Repubblica devi saper nuotare nella vasca degli squali, ancor prima che essere un bravo allevatore di cavalli o un eccellente ingegnere civile o un arguto scrittore di battute sui negri.
L’italiano con la valigetta non si ferma davanti a nulla. Ha già provato al mondo il proprio valore. E’ abituato a non avere aiuto alcuno dal suo Paese. Ma quando guarda ai tempi, ai modi, alle parole del dibattito politico italiano non può evitare di chiedersi: ma questi, in che mondo vivono? La loro inconcludenza è pericolosa. La loro convinzione di vivere dentro una stanza chiusa, dove giocare ai soldatini mentre la mamma prepara la cena, è folle. I mercati hanno molte complessità, ma anche una loro lineare banalità: sei capace di capire e reagire, oppure no? Nel secondo caso sei inaffidabile. Puoi essere buono per mollare ricchezza, visto che ne sei pingue, ma non per crearla.
Vista da questo angolo, vista da lontano, l’Italia sta correndo rischi gravissimi. Resi ancora più terribili dall’essere rischi fessi e inutili.
http://ze-violet.tumblr.com/post/47095748546/paoloxl-aldrovandri-no-i-nazisti-si-lega-e
Aldrovandri no, i nazisti si
Lega e Pdl hanno definito la cittadinanza onoraria della mamma di Federico Aldovandri «una marchetta».
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Loro si, lei no. Non si deve neanche entrare nel merito e bisogna solo chiedersi: perchè la Aldrovandi si? Per strumentalizzarne la sofferenza, punto.
Per la cronaca, ci avevano già provato:
sabato, 18 aprile 2009
Grazie, ma non mi candido
Esprimo tutto il mio profondo affetto nei confronti degli amici che per primi si sono stretti a me e alla mia famiglia per sostenerci in questa battaglia di giustizia e verità.
Mi riferisco agli amici di rifondazione comunista e anche a tutti gli altri di ogni partito e schieramento politico che hanno compreso come questa tragedia non abbia nulla di politico se non la ricerca dell’affermazione del principio che tutti devono essere uguali di fronte alla legge.
Sono onorata dagli inviti che più parti mi hanno rivolto affinché mi impegni in prima persona nell’attività politica, ma questo per la nostra famiglia è un momento troppo delicato e troppo importante.Abbiamo vinto la battaglia per ottenere un processo che facesse piena luce su quanto è accaduto durante le indagini.
Questo è il momento per il raccoglimento di tutti noi in attesa della sentenza e non vi è spazio nelle nostre menti per nessun’altra cosa.
Vogliamo bene a tutti gli amici che ci sono stati e ci sono vicini e che certamente comprendono il nostro stato d’animo
Con affetto
Se la politica si impalla, la magistratura può metterci poco, come insegna tangentopoli, a sentirsi investita di una missione salvifica e può decidere di usare tutte le sue armi per far uscire a modo suo il paese dalla paralisi e dai ricatti. Basterebbe definire i processi a Berlusconi e scoperchiare il vaso dei rapporti tra Montepaschi e PD. Rimossi i tappi, tutto sarebbe legittimo e legittimato.
Siamo nelle mani dell’ultimo padrone. Al contrario del ‘92, non fanno ancora la mossa decisiva perché non esiste un’alternativa politica a loro gradita. Forse stanno aspettando di vedere chi è il nuovo Presidente della Repubblica.
Verso la Terza Repubblica: un foto-racconto semiserio
di Michele De Iuliis
- La traversata dello Stretto di Beppe Grillo
- Le primarie del PD Bersani - Renzi
- Mario Monti presenta il simbolo di Scelta Civica
- Berlusconi “smacchia” Santoro e Travaglio
- Beppe Grillo fa il pieno a San Giovanni
- L’infelice spot del PD “Lo smacchiamo”
- Un incappucciato Beppe Grillo dribbla i giornalisti
- Berlusconi in versione uveite contesta i suoi contestatori
- L’incontro ravvicinato del terzo tipo tra Bersani e il M5S
- Napolitano prende in mano la gestione della crisi
Molto meglio di Game of Thrones, sob.
(via socialistnetwork)
Ci vorrebbe un politico
Molti bellimbusti vanno ancora in televisione a sottolineare che loro «non sono professionisti della politica»: come se il contrario di professionista non fosse dilettante, come se fosse lontano il giorno in cui si tornerà a capire che la politica è un mestiere e che i politici un tempo avevano due palle così, capire, soprattutto, che negli ultimi vent’anni la «società civile» ci ha portato di male in peggio. Non è vero che i politici sono dappertutto: è il contrario, la politica vera è scomparsa assieme ai politici veri, gente che tra un furto e l’altro - quelli ci sono sempre stati - studiava, faceva una gavetta, si faceva le ossa in periferia, dopo una vita magari arrivava a Montecitorio e produceva statisti che oggi ci sognamo. Dal 1994 a oggi, invece, il Parlamento si è ingolfato di imprenditori, professori, medici, avvocati, magistrati, giornalisti, ballerine di varietà, persino comici. La mitica società civile è finalmente ovunque, ce l’abbiamo fatta, e - anche se ha prodotto soltanto mediocrità - ecco sopravvivere una retorica massmediatica che invoca «non professionisti della politica», possibilmente «giovani» e «senza esperienza», se poi facevano il pasticcere o il gruista ancora meglio. Vi piace? E allora applaudite certi spocchiosi neofiti che a Montecitorio non trovano neanche la porta del cesso.
via Libero
