«Ero un uomo in gamba. Forte e fiducioso. Capace di cavarmela nelle situazioni più complicate. Mio padre era un gruista come me, ho sempre lavorato duro. Ma adesso mi alzo in piena notte sudato marcio, non riesco più a dormire. Mi sento da schifo, come una merda, se devo dire la verità, e chiedo scusa per la parola». Eccolo, «il condannato». «L’operaio venduto». «Il crumiro abietto». «Quello che ha compiuto una scelta egoista, che lo condanna a una difficile convivenza con il territorio», come è scritto su un blog dei No Tav.
Il condannato è questo operaio di 41 anni che ne dimostra dieci di più. Lavora al cantiere di Chiomonte e gli volano insulti sulla testa, pietre e frasi così: «Ti veniamo a prendere a casa. Devi morire nelle reti, impiccato al filo spinato. Devi crepare di cancro, tu con la tua famiglia». Ghignate piene di disprezzo. Sputi. Agguati sulla strada di casa. Giovedì notte è finito in ospedale. «Lesioni da taglio al volto e trauma all’emitorace sinistro», c’è scritto sul referto. «Stavo guidando una cisterna carica di carburante - spiega - appena ho passato il varco, hanno cominciato a lanciare pietre. Una ha spaccato il finestrino, le schegge mi hanno colpito in faccia. Erano quattro incappucciati. Ho continuato a guidare piegato sulla destra, sdraiato sul volante. E per fortuna, guidare è una delle cose che so fare meglio».
Dopo l’elezione di Napolitano, Dario Franceschini è stato preso di mira da un folto gruppo di manifestanti che da Montecitorio si stava dirigendo verso il Quirinale – Immagini che i giovani degli anni ’70 conoscono bene
Perché Marco Travaglio mi fa vomitare
Questo fanno. Sono loro, gli sciacalli del «dico/non dico», i divoratori di cadaveri che usano la morte di Borsellino per ricavarne mezzo voto o mezza copia in più. Di Pietro almeno fa politica: fa schifo, ma è politica. Ma che dovremmo dire di Travaglio, l’Ugo Intini di Bettino Ingroia? Fino a che punto questa marionetta di procura deve essere considerata solo un ventriloquo pagato a verbale? Ieri - prima di passare in via D’Amelio a ingentilire gli animi - ha scritto che Berlusconi e Dell’Utri sono i mandanti del delitto Borsellino: è «la verità»; dopodiché ha definito Napolitano come «il capo di quello Stato che trattò, e forse ancora tratta, con la mafia»: perché trattano ancora, capite? Forse interverrà anche Galliani per gli ingaggi. Avviene a margine di una trattativa che ogni volta è «certa, provata e assodata» anche se viene riposizionata di continuo, al punto che sono diventate (l’ha scritto lui, Marco Intini Travaglio) addirittura tre. Cioè: un paio di ufficiali, dopo la strage di Capaci, cercò di capire che cosa stesse accadendo e cercò contatti con un Vito Ciancimino ormai sfigato: non è che sappiamo moltissimo di più. E secondo la marionetta dovremmo tradurlo così, parole sue: «Sì, abbiamo trattato con la mafia, eravamo tutti d’accordo tranne Borsellino». Allora Berlusconi e Dell’Utri l’hanno ucciso. E chi eccepisce è un servo.
Filippo Facci via Libero
Io non tifo Italia, tifo per la Germania. Tifo quasi sempre Germania, raramente ho tifato Italia. Le uniche volte che l’ho fatto è stato quando c’erano squadre che mi piacevano, tipo l’Italia di Bearzot, quella di Zoff e quella di Trapattoni. Tifo contro l’Italia soprattutto a questi Europei, in cui se dovessimo vincere ci dimenticheremmo subito dello scandalo Calcioscommesse, come nel 2006 ai mondiali. Insomma, spero che l’Italia venga eliminata subito, immediatamente.
(Marco Travaglio, 15 giugno 2012)

L’ansia dei giornalisti - ha smanettato Woodcock - è di pubblicare tutto e subito per paura del buco. I tempi dei giornali sono diversi da quelli dei processi e i fogli di giornale, il giorno dopo, finiscono sui banconi dei pescivendoli”. Nessuna replica polemica, a quanto è dato sapere, dai “bracconieri” presenti al simposio. Ma sei i giornalisti sono “bracconieri”, chi carica a pallettoni le penne dei cronisti facendo uscire fascicoli e atti giudiziari dalle procure di mezza Italia? Ah saperlo…
WOODCOCK SPARA A ZERO SUI GIORNALISTI
… e se la loro carta il giorno dopo la trovi sul bancone dei pescivendoli (verissimo), che dire del 99.9% delle indagini di Cazzodibosco: che intasano le turche degli autogrill?
(via abr)
«Ehi pecorella, vuoi sparare?»
Insulti al carabiniere immobile
Vigliaccheria allo stato puro.
Se nella concitazione di una carica lo stronzo si becca una manganellatina in più, mi raccomando, lamentatevi.
SOLO UN FATTO MARGINALE.
Per Pisapia e le foibe
Le foibe sono un episodio marginale della guerra
Sono state la risposta (sbagliata e irrazionale) alla persecuzione fascista
Le foibe sono momenti tragici della recente storia dell’Italia post fascista. Politicamente questo argomento è stato usato per la battaglia anticomunista, per addossare al comunismo colpe che non ha avuto
Il rancore e l’odio accumulati da sloveni e croati per la criminale oppressione fascista può spiegare i comportamenti degli jugoslavi nei confronti della popolazione italiana che veniva identificata in blocco come nemico storico del nazionalismo sloveno e croato.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_istriano
Secondo stime autorevoli poteva aggirarsi attorno alle 250.000 o 270.000. Incerto è il numero delle vittime dei massacri delle foibe che, secondo le stime più accreditate, varia da un minimo di 4.500-5000 a un massimo di 15.000. PisaPio sei un’eroe di onestà intellettuale!
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Provate a leggere così:
Per Pisapia e le foibe ‘Olocausto
Le foibe L’Olocausto sono è un episodio marginale della guerra
Sono state la risposta (sbagliata e irrazionale) alla persecuzione fascista subdole pratiche degli ebrei
Le foibe sono L’Olocausto è un momento tragici della recente storia dell’Italia Germania post fascista. Politicamente questo argomento è stato usato per la battaglia anticomunista antinazista, per addossare al comunismo nazismo colpe che non ha avuto
Il rancore e l’odio accumulati da sloveni e croati i Tedeschi per la criminale oppressione fascista condotta semita può spiegare i comportamenti degli jugoslavi tedeschi nei confronti della popolazione italiana ebrea che veniva identificata in blocco come nemico storico del nazionalismo sloveno e croato Tedesco.
Credo sia impossibile per Pisapia scrivere tali stronzate senza essere in malafede al 100%

