Voi fate gli spiritosi mentre il paese tracolla… dissero quelli che festeggiavano e ballavano mentre si sostituiva un governo eletto (di merda, senza dubbio, ma sempre eletto) con i tecnici mandati dall’Europa al grido di “sovranità nazionale, mai sentita nominare”. Per parte mia rido di tutto, tutto è da ridere, così almeno se piango lo prenderete per un risultato dell’incontrollabile ilarità del momento…
Vede Presidente Monti, l’articolo 59 della Costituzione Italiana, dice che possono essere nominati Senatori a vita quei cittadini che, cito testualmente: “Abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti”. Ecco. Noi crediamo che per la sua condotta lei sia incompatibile con le caratteristiche che si richiedono ad un Senatore a vita e per questo chiediamo la sua rinuncia immediata ad un titolo che non merita
L’irresponsabile Terzi
Giulio Terzi si dimette troppo tardi, troppo male e con troppa irresponsabilità. Come il coraggio per Don Abbondio, che se non ce l’hai non te lo puoi dare, così la stoffa (non dico di statista) di governante egli non ce l’ha e non se la può dare. Chi lo scelse e nominò commise un grave errore. La sua figura è così poco commendevole da far risaltare come apprezzabile la posizione di Giampaolo Di Paola, ministro della difesa, di cui io stesso ho chiesto le dimissioni, che della pessima gestione dell’affaire marò è corresponsabile, ma che, almeno, non cerca di evitare la resa praticando la fuga.
Le dimissioni di Terzi sono date nel peggior modo possibile perché aveva due strade, dignitose: a. tacere e andare via; b. dare un senso all’uscita assumendosi le responsabilità che gli competono. Ha scelto la terza via: andarsene denunciando divisioni interne al governo, rivelando d’essere finito in minoranza nel volere trattenere in Italia i due militari e di avere sempre informato tutti di tutto, in modo da non lasciare innocenti in circolazione. In un sol colpo è riuscito a togliere dignità a sé e credibilità al governo. Serva di lezione per chi ancora voglia provare a fare governi con professori alla scuola, militari alla difesa, diplomatici agli esteri ed economisti all’economia. Questa edizione postmoderna del corporativismo produce solo incompetenza. Un politico di terz’ordine avrebbe fatto meglio di Terzi. Posto che persone di questo livello possono arrivare in cima ai vertici della carriera grazie all’orrido assuefarsi al loffio e vacuo criterio dell’anzianità e dell’assenza di demerito. Metodo perfetto per diffondere e premiare la mediocrità.
La questione dei marò (come quella dei pagamenti dei debiti statali verso le aziende, e come ogni altra, oramai) passa alla competenza del prossimo governo. Il tempo che ci separa da quello è dedicato alla diffusione del vuoto. Gli interessi italiani attendono chi possa curarli e occuparsene, ma il sistema che dovrebbe creare governo genera vuoto. Mesta e miserevole stagione, per il nostro Paese. Terzi ha voluto pure recitare la parte di quello che si schiera dalla parte dei due militari italiani, forse nella speranza di dare una coloritura meno meschina al tutto. Gli deve essere sfuggito che, fin qui, li si è solo danneggiati.
1. Se li si riceve in pompa magna a Natale e poi li si riaccompagna all’aeroporto non si può poi sostenere che non sarebbero dovuti rientrare, la seconda volta.
2. Se si intende sostenere la loro totale estraneità ai fatti (tesi ardita), come fa Terzi, poi non li si può accusare di avere violato la consegna e di avere disperso materiale militare, per tacere dei risarcimenti pagati alle famiglie dei defunti.
3. Se si accetta l’ipotesi che la giustizia indiana possa essere competente, non si può poi sindacare sulla sentenza, per giunta rendendo pubblici gli accordi riservati.
4. Raccontare al mondo che c’erano spaccature nel governo e che il ministro degli esteri non voleva restituirli all’India è come scriverne la sentenza di condanna.
5. Raccontare che tutti erano informati, oltre a essere infantile vigliaccheria, serve solo a evitare che ci sia qualcuno ancora in grado di gestire un dignitoso e riservato dialogo con le autorità indiane.
Insomma: l’intera faccenda non poteva essere gestita peggio e chi l’ha così maldestramente trattata non poteva trovare parole più inadatte per togliere il disturbo. E c’è di più: avendo ceduto in questo modo, non avendo anticipato il disastro e non avendo il presidente del Consiglio preso lui l’iniziativa di chiedere dimissioni e interim, l’enormità del danno è tale da rendere urgente la rimozione dell’intero governo. Che è sì dimissionario, ma non più nelle condizioni di reggersi. Neanche per poco. Siamo silenti e ininfluenti sul fronte cipriota; deprivati di qualsiasi ruolo nell’Unione europea; capaci di farci del male anche dopo sdrucciolevoli aperture della Commissione europea sul tema dei debiti statali verso fornitori privati; praticamente in inerte attesa che qualche agenzia di rating assesti la stoccata mortale. E a fronte di tutto questo la legislatura si apre all’insegna di consultazioni governative lunghe, oziose, inutilmente oltraggiose al buon senso. Non lo meritiamo.
Epilogo europeo per Monti…
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AMEN!
Il tradimento.
Puo’ capitare che dei soldati si mettano a combattere i pirati, ma se lo fanno e’ per divertimento, per tenere oliate le armi e per allenare i sottufficiali ad usarle, come qui:
Cosi’, allenare il giuovine al tiro e’ sempre un bene, e un esercito moderno deve tener conto delle esignze di svago e cultura dei ragazzi.
Adesso vorrei che mi parlaste di quella volta che avete sentito di soldati russi arrestati. Eppure, sparare sulla barca che affonda non si dovrebbe fare (eccetto che per dare esercizio et svago ai giuovini) , in teoria. Va bene all’inizio tirare delle salve tutto attorno alla nave , ma dal primo botto in poi sarebbe un pelo illegale: la barca che affonda si soccorre. E se ci fossero uomini in mare, non li potete certo sottoporre alla pioggia di colpi di AK74 , RPG7 e tutto quanto si sono allenati a sparare. Sapete di arresti, voi?
Ma tant’e’, i negozi hanno un brand, e non possono sporcarsi il nome della bottega mettendo dei mercenari a bordo, come fanno tutti gli altri. E cosi’ hanno chiesto di avere dei vigilantes con una bella faccia. E hanno convinto un governo di miserabili bottegai d’alto bordo a usare la marina laddove il lavoro lo fanno i mercenari.
Questi trattati sono scritti. E gli indiani se ne fottono. Questo e’ il valore di una “assicurazione scritta”.
Ed e’ per questo che gli indiani vogliono tenere il ridicolo autodafe’ in casa. Per questo vogliono celebrare un processo ad hoc di fronte ad un “tribunale speciale”: se ci fosse un processo degno di un paese civile, non ci dovrebbe essere alcun processo.
Nigro (Repubblica): “Giusto riconsegnare i maro’, interessi economici andavano tutelati”.
Durante il mio servizio, uno dei miei comandanti si chiamava Sauro di cognome. Discendente di QUEL sauro li’.Immagino oggi sia in pensione , ma non vorrei sapere cosa ne pensa di Di Paola. Posso indovinarlo. Posso immaginarlo. Ma di uno che porta le stellette e rimane al suo posto in questo momento, penso solo una cosa: bottegaio e codardo, come tutti quelli che stanno dietro a questa vicenda.
Ricordo di aver conosciuto, ma erano 20 anni fa, uomini che si sarebbero sparati in bocca pur di non mettere la propria firma ad uno spettacolo del genere. Ovviamente non chiedo il suicidio. Ma che diavolo ci faccia ancora Di Paola sulla poltrona di ministro mi sfugge completamente.
Beh, voi avete deluso.
L’Onore, caro Di Paola, non e’ fare grandi imprese o azioni eclatanti. Onore significa che in qualsiasi modo le cose vadano, che si viva o che si muoia, che si vinca o che si perda, le persone che avevano fiducia in te non devono vergonarsi o essere deluse dal tuo comportamento.
Prima avete degradato dei militari a volgarissimo sbirrame a guardia di una bottega. E loro hanno obbedito. Poi, quando qualcuno ha approfittato di questa situazione, li avete lasciati nella merda. Li avete lasciati arrestare per salvare una nave: quanto vi ha pagati l’armatore? Poi avete accettato un processo illegale , visto che i tratati vigenti dicono che il processo deve avvenire in Italia.
State chinando il capo , per salvare le tasche dei bottegai, ad ogni genere di affronto, dalla sparizione sistematica delle prove, alla riscrittura delle perizie balistiche, sino alla presa in ostaggio di un ambasciatore: nemmeno gli ambasciatori della Germania nazista furono presi in ostaggio, nemmeno gli ambasciatori giapponesi dopo Pearl Harbour. Un paese che prende ambasciatori in ostaggio non e’ un paese civile, e non e’ nemmeno un paese: e’ una miserabile, puzzolente tribu’ di selvaggi con una bandiera.
E adesso, caro Di Paola, ha ancora il coraggio di rimanere sulla poltrona di ministro. Per molto meno molti si sarebbero dimessi da ministro, e forse avrebbero anche reso le stellette. O le porti con onore, o accetti che le si porti con disonore.
Evidentemente, le stellette si possono portare anche con disonore.
Beh, fate finta che io non abbia mai portato le mie.
Quella roba addosso non me la sento proprio piu’.
Uriel
(via falcemartello)
Marò, fuori i ministri
Quella dei due marò è una storia vergognosa. Il governo Monti è già dimissionario, ma i ministri degli esteri e della difesa dovrebbero andare via subito. Oggi. Difficile averne di altrettanto inetti. Il disonore in cui hanno trascinato l’Italia non ha precedenti, sicché il presidente del Consiglio assuma l’interim dei due ministeri e quei ministri spariscano dai rispettivi dicasteri. Oggi. Subito. Non è detto che siano gli unici responsabili, anzi, lo escludo. Ma se rimane loro un briciolo di dignità, si assumano la responsabilità e se ne vadano.
Su queste pagine scrivemmo che peggio di così questa faccenda non era possibile gestirla. Ora constatiamo quanto sia fondato il detto: al peggio non c’è mai fine. L’Italia riesce a essere, in un solo colpo: colpevole, inaffidabile, corruttrice, ricattabile e calabrache. La nave con a bordo i marò non doveva attraccare; la diplomazia europea (o quel che ne esiste) doveva essere chiamata in causa subito; il diritto internazionale doveva essere invocato all’inizio; il ministro degli esteri non doveva andare in India per farsi schiaffeggiare; i due militari non dovevano essere ricevuti come eroi; poi non dovevano essere ufficialmente coperti nel loro restare in Italia; l’ambasciatore non doveva essere garante; successivamente non si sarebbe neanche dovuta porre la questione della sua libertà di movimento. Un impressionante cumulo di errori. Provocato dall’incapacità di affrontare, fin dall’inizio, il cuore del problema: gli affari di Finmeccanica. Di questo è responsabile il governo tutto e Mario Monti personalmente (supposto restauratore della nostra immagine internazionale!). Lo diciamo con la credibilità di chi ha scritto queste cose per tempo e prima. I due ministri sono l’apoteosi dell’incapacità. Se ne vadano, almeno dimostrando d’essere in grado di capire. Cosa di cui dubito.
E adesso? Non si scarichi sui due militari il peso degli errori. Ora ci vuole un governo diverso, un dialogo con gli indiani, la capacità di far pesare i loro torti, enormi, e quella di ricucire i rapporti, riportando a casa i due. Non perché eroi, non perché innocenti, ma perché l’onore dell’Italia non può essere calpestato platealmente. Anche per questo, i due ministri devono essere messi immediatamente alla porta. Oggi.
I marò tornano in India. Palazzo Chigi: «Saranno tutelati»
Berlusconi ci faceva prendere per il culo perché andava a troie, mentre Monti ci fa prendere per il culo perché è una troia.
Rimpasto in Regione Puglia Gli assessori da 14 a 12
AMORUSO (PDL): INCREDIBILE ACCOZZAGLIA - In una nota il Sen. Francesco Amoruso, coordinatore regionale del Pdl della Puglia, dichiara: «Nella nuova Giunta regionale pugliese Monti appoggia Vendola e la Cgil in una incredibile accozzaglia in cui l’assessore ‘montiano’ è un ex An transfugo Pdl….. Vendola è davvero disposto a sconfessare se stesso e tutta la sua campagna elettorale degli ultimi mesi contro Monti pur di garantirsi la sopravvivenza politica in Puglia. Cosí come Monti sconfessa se stesso utilizzando Di Gioia che pur di conquistare la poltrona da assessore al Bilancio in due mesi passa da consigliere regionale Pdl ed oppositore della sinistra, a candidato non eletto nella Lista di Monti, ad assessore di Vendola. Siamo molto soddisfatti da questa nuova Giunta Vendola perchè rade al suolo in un colpo solo la credibilità di Vendola, di Monti e di tutta la sinistra e ci dà la matematica certezza di riconquistare la Regione Puglia, oerché i cittadini non voteranno mai piú per chi usa i loro voti per restare attaccato alle poltrone».




