«se gli scienziati potessero essere paragonati alle agenzie di rating, allora il responso sarebbe senza dubbio negativo»: il cambiamento climatico legato alla produzione di CO2 è del tutto inverosimile.
Sono sempre più ammirato dai giri di parole con cui il catastrofismo climatico riesce ad aggirare la realtà: oggi l’Economist scrive che (e la cosa ai lettori del Foglio non suonerà come nuova) il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici sono in ritardo. Pensavamo che il mondo finisse presto e per autocombustione – questo il succo dell’articolo – ma evidentemente ci siamo sbagliati. “I cambiamenti climatici causati dall’uomo – scrive ancora l’Economist – non sono così gravi come immaginato dagli scienziati”. Questa è “una buona notizia da usare”, conclude l’Economist: il fatto che ci sia ancora tempo per salvare il pianeta non deve farci rilassare. Paraculismo a parte, mi pare un bel passo in avanti rispetto a chi, qualche anno fa, giurava che le evidenze scientifiche dicevano senza ombra di dubbio che “non c’è più tempo per fermare la catastrofe”.
Ma pensa te, l’Apocalisse è in ritardo
Pfiuuu che fortuna, arrivava l’Apocalisse e non avevo niente da mettermi. Perché all’Economist, ai cagacazzi ambientalisti e ai tengo-famiglia ri-ri-ricercatori sc-sc-scientifici non ho mai dato un microgrammo di credito.
(via abr)
(via abr)
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Il global warming fa bene al pianeta, dicono
Dal sito certamente non negazionista Green Style:
La biodiversità aumenterebbe nei periodi di riscaldamento globale. L’innalzamento delle temperature in passato sarebbe stato un avvenimento in grado di provocare, secondo uno studio pubblicato in questi giorni da Peter Mayhew (ricercatore dell’Università di York, UK), non soltanto l’estinzione di molte specie, ma anche una vera e propria esplosione di vita.
Biodiversità quindi che nelle ere passate avrebbe saputo, secondo Mayhew e i collaboratori delle università di York, Glasgow e Leeds, bilanciare le perdite subite durante le fasi di riscaldamento globale. Il ricercatore ribalta la teoria generalmente accettata che i periodi di global warming causino perdite nel numero di specie viventi sul pianeta. Una teoria che lui stesso aveva contribuito a sviluppare con una ricerca pubblicata nel 2008.
Da quella ricerca è poi ripartito dimostrando come in un tempo sufficientemente esteso all’iniziale perdita di biodiversità segua un pari, se non maggiore, sviluppo di nuove forme di vita. Ricorrendo ad un’analisi di fossili risalenti fino a 540 milioni di anni fa e incrociando questi dati con i livelli dei mari nelle varie epoche si sono ottenuti risultati più in linea con le generali teorie ecologiche, che vedono un aumento della biodiversità con l’avvicinarsi alla fascia equatoriale.
Ragazzi, mettetevi d’accordo però.
via Il Foglio
In case anyone needed any more proof global warming, global cooling, and climate change are all a hoax.
If you change from the next coming ice age to the entire Earth engulfing in flames—and, when you’re wrong, change it to “climate change”, you’re not dealing with science.
Ed ecco manifestarsi un palese contro-contro-contro-contro effetto conseguenza del Global Warming: i tubi di casa congelati.
An Inconvenient Truth
Oggi mentre ero in versione pendolare dell’amore, per la prima volta in quasi 32 anni, ho visto il termometro segnare -18. Vado a produrre un po’ di gas serra.
