Cigiellen
Il sindacato tedesco dei metalmeccanici che partecipa al consiglio di gestione delle aziende automotive, IG Metall, non chiede pause per pisciare ma aumenti del 6-7% perchè con gli accordi sulla produttività che ha sottoscritto gli utili aziendali sono stellari. E li ottiene!
E’ chiaramente un sindacato al servizio del padrone. Il vero sindacato degno di questo nome, ai padroni gli rompe il culo e gli fa assumere a forza piantagrane, fancazzisti e sabotatori con sentenza della magistratura! Mica cinica preoccupazione per i soldi. Semo equi e solidali noi …
(M.Gargaglione.)
Fiat: 19 dipendenti in mobilità per far posto ai reintegri della Fiom
In realtà è un gioco che va avanti da decenni: fomentare la frammentazione dei lavoratori e mettere ogni lavoratore contro gli altri, in una lotta fra poveri.
Sapete qual’è la cosa più triste? Ci sono sempre riusciti.
Parli della Fiat o della Fiom?
(via societazero)
In qualsiasi altro paese occcidentale la sentenza sui licenziamenti di Pomigliano non sarebbe stata questa”
(Pietro Ichino, Pd)
(via abr)
Fiom, la Fiat costretta a riassumere ma 19 operai vanno subito in mobilità
Ossia, le mitiche autoinculate di FIOM / CGIL.
Ora a quei 19 operai in mobilità cosa gli racconta Landini?
FIAT, RIGETTATO IL RICORSO PER POMIGLIANO D’ARCO: ASSUNZIONE PER 145 OPERAI FIOM
Ora Landini lo vada a spiegare ai 145 operai non iscritti alla Fiom che dovranno essere licenziati.
il Tribunale obbliga la Fiat ad assumere i tesserati della Fiom
Ma che razza di Paese è l’Italia? Ormai siamo alle comiche, al ridicolo che diventa normalità. Il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat per“discriminazione” contro la Fiom nello stabilimento di Pomigliano d’Arco e le ha ordinato di “assumere 145 operai iscritti al sindacato” di Maurizio Landini.
A diciannove di loro, inoltre, sarà dovuto anche un risarcimento di 3 mila euro per “danni ricevuti”.
Il motivo di questa assurdità? Semplice: nello stabilimento non risultavano, tra i dipendenti, tesserati della Fiom. “Finalmente è stata riconosciuta in Fiat la violazione dei più elementari diritti alla persona e premiato l’eroismo di chi ha resistito“, ha esultato Giorgio Cremaschi di Rete 28aprile, commentando la sentenza del giudice del Lavoro. Ora, continua Cremaschi,“si mandino i carabinieri da Marchionne per fargli rispettare la sentenza”.
——-
E poi ci si chiede perché l’ad di Fiat cerca in ogni modo di scappare da questo Paese malato, finito, ridicolo. L’obbligo di assunzione non per merito, ma per tessera sindacale. In pieno stile fascista, anche se non si può dire.
In ItaGlia un imprenditore non ha il diritto d’assumere chi vuole.
Quindi, se in una cooperativa rossa non assumono nemmeno un iscritto alla Fiom il Giudice può farli assumere forzosamente?
Da domani obbligo di almeno un chierichetto musulmano per ogni chiesa e di un chierico ebreo per ogni moschea.
Autocensure [a “Il Fatto”]
È il terzo giorno di fila che cito Luca Telese: domani vado a farmi vedere. Però, ecco: Telese nei giorni scorsi ha lasciato Il Fatto Quotidiano perché oltretutto c’erano personaggi come Beppe Grillo e Antonio Ingroia e Giancarlo Caselli che erano diventati degli intoccabili, ha detto. L’avrà fatto anche per altre ragioni, ma ha detto così. Ciò premesso, sappiamo che subito dopo la bomba di Brindisi furono dette le peggio cazzate, e infatti mi divertii a metterle alla berlina – anche sul Post – praticamente subito dopo l’attentato. Ieri anche Il Fatto Quotidiano si è divertito a mettere alla berlina le cazzate eccetera: e – domanda – indovinate chi si sono dimenticati di citare? Proprio Grillo e Ingroia e Caselli, cioè quelli che avevano paventato gli scenari più foschi e inquietanti. E indovinate chi invece hanno citato? Proprio quelli che stanno sulle palle a Grillo e Ingroia e Caselli, oltreché a loro.
Cioè: Grillo aveva detto, con evocazioni genere strage di Stato, che lui la bomba la «sentiva nell’aria» e l’aveva citata altre volte durante la campagna per le amministrative, roba tipo «bomba o non bomba arriveremo a Roma»; Ingroia aveva parlato di analogie con le stragi del ’92-’93 e aveva spiegato che «la mafia non riesce a fare a meno di rapporti con la politica e per mettersi sul mercato dimostra di essere ancora forte». Caselli, nume tutelare di Ingroia, aveva parlato di «rischio di poteri occulti o deviati» e via così, non la facciamo lunga. Ecco: sul Fatto, non una parola su di loro. E non una parola, a guardar bene, neppure su Antonio Di Pietro («qualcuno vuole il caos e in questa situazione politica vede la possibilità di scatenarlo di nuovo») e su Maurizio Landini della Fiom («poteri occulti hanno tentato una strage mentre sono in atto cambiamenti nel Paese») e altri ancora.
E c’è da capirli, quelli del Fatto Quotidiano: al giornale di Padellaro lavora il figlio di Giancarlo Caselli (Stefano) e l’addetto stampa e compagno di vacanze di Ingroia (Travaglio) e l’ex addetto stampa di Di Pietro (sempre Travaglio) e il biografo personale di Beppe Grillo (Andrea Scanzi) e già che ci siamo: ci lavora pure il figlio del magistrato ed ex sindaco di Genova Adriano Sansa (Ferruccio) e ci scrive l’ex magistrato Bruno Tinti: i quali, tutti insieme, magari costituiscono la divisione contro i conflitti d’interesse. Però, ecco: piuttosto che coprirsi di ridicolo allora potevano rinunciare all’articolo, e mica citare – come hanno fatto – solo il capo della Polizia, Antonio Manganelli, e poi naturalmente il procuratore antimafia Piero Grasso (che a Ingroia e Caselli fa venire l’orticaria) e poi Massimo D’Alema e Alfredo Mantovano e ancora un paio di ministri: tutta gente che peraltro non aveva detto granché, a ben vedere. Non c’è certo da prendersela con l’autrice dell’articolo omissivo, Silvia D’Onghia: nessuno, qui, sosterrà che sia andata incontro a censura. Infatti si chiama autocensura. Ci dev’essere un bel clima, da quelle parti.
Filippo Facci via Il Post
abr:
Studenti che studiano. Notare il numero di narici: tali padri, migliori figli.
Almeno quell’altro sapeva vestire - e pavlave.
I gadget della FIOM. C’è pure la felpa tale e quale a quelle di Lapo.
E voi vorreste combattere il padrone cattivo? Voi siete più organici al sistema di Marchionne stesso, recitate solo una particina imparata a memoria.
Infangando peraltro una storia gloriosa. Ma andate a cagare.
Concordo su tutto ad esclusione della frase sulla supposta presunta “storia gloriosa”.


