abr:
…gettare questo Paese nel caos
Ma Gramo, questa è ….è … satira politica! ma COMPLIMENTI! daje de tacco daje de punta, castiga come sai i costumi quelli che ancora credono - HA HA HA - che in questo Contado di livorosi sia lecito indossar la maglietta - o attaccar lo sticker bumper sull’auto - che meglio si crede. Idee perniciose di pevfidi pvovocatovi libemervde, per gettare il Paese nel caos.
(il problema della sinistra non sono i suoi dirigenti, sono i suoi Devoti).
Un processo minore
Credo sia impossibile, a proposito del caso Ruby, che una persona normale possa sposare acriticamente la tesi innocentista oppure quella colpevolista senza provare un qualche disagio.
Sposare la tesi innocentista significa supporre che Berlusconi non sia andato a letto con Ruby e pensare che ad Arcore ci fosse qualcosa di diverso da una sostanziale prostituzione. Bene: non conosco nessuno che in privato sia disposto a crederci, di destra o di sinistra che sia.
Sposare la tesi colpevolista, invece, significa giustificare l’interdizione a vita dell’imputato per un danno alla collettività sinceramente inafferrabile e oltretutto privo di vittime che si dichiarino tali: non Ruby – la parte lesa più felice di tutti i tempi, coi milioni di euro che è accusata d’aver intascato – e non i funzionari di polizia che negano di aver ricevuto alcuna pressione. Bene, anche qui: non conosco nessuno, di destra o di sinistra, che da questo punto di vista non giudichi grottesco e irrilevante l’intero processo, utile solo in chiave speculativa per sputtanare Berlusconi; nessuno, cioè, disposto a sottoscrivere che la legge sulla prostituzione minorile serva a impedire che una ragazza molto sveglia disponga a piacere delle proprie risorse (fisiche) in un paese in cui la prostituzione non è reato.
Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne? Anche qui concordano tutti, a destra come a sinistra: in tribunale conta una sola verità, quella dimostrabile.
Filippo Facci via Il Post
Che skifo il Berlusca con Ruby, mo’ ci scrivo un post. Prima però vediamo se quella sedicenne ke ha messo le foto da maiala in feisbuk me la dà, l’amicizia
abr:
Se qualcuno avesse da eccepire, diciamo che ‘sta degenerazzzione dei costumi è è tutta colpa di Berluskoni che ha rovinato tutta unagggenerazione inoculandogli Drive-In (Sentita dire da ggente intelliggente)
(…) L’impressione che ho ricavato dalla giornata è stata molto sgradevole.
E non tanto per le parole pronunciate da Berlusconi, che a mio avviso per quanto decisamente opinabili in molti passaggi, sono rimaste entro i limiti della propaganda politica accettabile in un comizio, quanto per il clima teso e sostanzialmente violento che ho respirato, e che in ogni caso io non trovo giustificabile.
Intendiamoci, io lo so bene chi è Berlusconi, so che chi semina vento raccoglie tempesta, e so quanto vento ha soffiato lui in questi anni.
Eppure resto convinto che la reazione così scomposta ed eccitata, che si è trasformata in una sorta di assedio al suo comizio, sia profondamente sbagliata, sia per il modo, sia per gli effetti.
E’ sbagliata perché credo nel diritto di manifestare liberamente per chiunque, e troverei inaccettabile e antidemocratico se mi trovassi io a partecipare ad un comizio del mio segretario in uno stato d’assedio.
E sbagliata perché così si fa un favore proprio a Berlusconi, che dentro questa guerra civile permanente ha prosperato, e che va invece combattuto e sfidato su altri terreni, quelli dei contenuti e delle proposte, e con altre armi, quelle della politica.
Libertà, tolleranza e rispetto per gli avversari politici sono valori irrinunciabili di una democrazia.
L’ho imparato da mio padre, assessore della dc allorchè la bomba di piazza loggia gli portò via la moglie e madre dei suoi bambini: quando nel primo consiglio comunale successivo alla strage una consigliera dell’MSI prese la parola, tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione uscirono dall’aula in segno di protesta, ma lui decise di rimanere, proprio perché sapeva quanto contasse anche allora dare testimonianza di profondo attaccamento a quei principi e valori su cui si fonda la convivenza civile.
Gran post di un renziano doc sul Cav. a Brescia

foto via paneliquido
Avete allevato i vostri elettori a pane e manette e poi vi stupite se non vogliono scelte condivise con Berlusconi?
Forse chissà, tracce di vita non perdente a sinistra
abr:
(…)
E così, andando a leggere in controluce le parole messe sul piatto in questi giorni dai maggiori protagonisti della vita del centrosinistra, si scopre che gli unici che hanno mostrato, seppur con timidezza, una certa volontà di sfidare il capo dell’opposizione senza colpi bassi e senza tintinnii di manette sono stati senza dubbio i deputati e i senatori più vicini all’universo renziano.
(C.Cerasa su IlFoglio)
Credi forse che io sia contento di votare per Berlusconi? Non lo sono. Non lo sono perché mi ha deluso, perché non ha fatto quello che mi aveva promesso. Non lo sono perché ha settantasei anni, e io devo pensare al futuro dei miei figli e mio. (…) Ma di lui non posso fare a meno, così come lui non può fare a meno di me. E questo legame necessario fra me e lui in buona parte (…) lo hai creato tu: tu che dici che io sono una merda perché voto Berlusconi, ma in realtà pensi che Berlusconi sia una merda perché lo voto io. E vuoi distruggere lui per far fuori me.
Il cortocircuito fra giustizia e politica fulmina nuovamente l’Italia, in un momento delicatissimo. Gli irresponsabili lavorano ad aumentare il voltaggio delle scariche. Quanti conservano senso di responsabilità si adoperino per tagliare i fili. I fatti delle ultime ore sono inquietanti, capaci di sottoporre il Paese ad un elettroshock letale.
La notizia che qualcuno sia condannato per violazione del segreto istruttorio sarebbe da festeggiare. Era ora, dopo anni di verbali che finiscono prima ai giornali e poi in cancelleria, dopo centinaia d’intercettazioni sbobinate a favore di telecamera. Ma il condannato non è un magistrato o un inquirente infedele, bensì il presidente del Consiglio che fu raggiunto da avviso di garanzia spiccato mediante il Corriere della Sera, quello sommerso da procedimenti rivelatisi farlocchi. Stiamo tutti attenti, perché il gioco è pericoloso. Non dico nulla su questa condanna di primo grado, perché da garantista so due cose: a. la presunzione d’innocenza è intaccata solo dalla condanna definitiva; b. dalle accuse penali ci si difende in giudizio. Ma l’amore per il diritto non m’impedisce certo di valutarne il suo uso distorto: l’indagine per voto di scambio, innescata dalla promessa di rimborsare l’Imu sulla prima casa, non è un atto giudiziario, è un atto politico dal sapore insurrezionale e golpistico. (…)
Cioè. Fassino chiede: “Abbiamo una banca?” e per essere stato giustamente sputtanato, dev’essere risarcito con 800.000 euro?
abr:
Capisco la necessità della magistratura di sbattere in faccia a chi l’ha voluta, la legge sulla divulgazione dei cosidddetti segreti d’ufficio. Così impara. Ma il risarcimento a Grissino Fassino, dichessà?!
(Rif.to normativo: Sentenza nr.69/69 della Corte di Cassazione:” chi fa la spia non è figlio di Maria”)

