Toscano Irriverente

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Renzi, nel Pdl, l’avrebbero affogato da piccolo nel laghetto di Milano Due

Toh guarda, stanno scoprendo che senza Berlusconi il Pdl perde: e il bello è che ne parlano come se Berlusconi fosse solo la vittima e non anche l’artefice di questo curioso fenomeno. Ma il Pdl, senza Berlusconi, è sempre stato ciò che Berlusconi ha voluto che fosse: niente. È Berlusconi che ha disegnato il partito così, è Berlusconi che ha selezionato dei dirigenti e dei parlamentari spesso imbarazzanti (fa eccezione solo la prima e gloriosa fase del 1994) ed è Berlusconi che non vuole cambiare il Porcellum affinché l’andazzo possa proseguire, continuando a candidare personaggetti e signorine che da soli non prenderebbero i voti delle loro famiglie. È dura ammetterlo, ma se è vero che «se Berlusconi non ci mette la faccia, si perde» è perché lui in vent’anni non ha costruito niente, né gli interessava: e se non si legge mai di congressi, di riunioni che non siano ad Arcore, se le famose primarie non si sono mai fatte, se non trapelano dinamiche e confronti in seno al partito, è perché non c’è il partito. Noi spesso deridiamo i contorcimenti e gli harakiri della sinistra, ma almeno lì succede qualcosa: mentre un Renzi, nel Pdl, l’avrebbero affogato da piccolo nel laghetto di Milano Due o in qualche altro ridicolo non-luogo della non-politica in stile Publitalia. Berlusconi è la risorsa, Berlusconi è il problema. Dopo di lui il diluvio, ma piove già abbastanza forte, e animali da salvare non se ne vedono. 

Filippo Facci via Libero

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  • 1 week ago
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Tutte le balle sul femmenicidio e quelle ministre spot

Tra gli spot di questo governo rientrano alcuni ministeri affidati a delle donne (fattore per loro umiliante assai più che premiante) ed è di ieri una nuova entrata: la nomina di Isabella Rauti a «consigliere per le politiche contro la violenza di genere», cioè contro il «femminicidio», inteso come omicidio di donne da parte di conoscenti o partner. Un fenomeno che non rappresenta assolutamente un’emergenza, bensì, in termini numerici, una truffa mediatica dimostrabile. Il collega Davide De Luca ha raccolto tutti i dati seri sul tema (Istat, Onu, ministero dell’Interno) e certe recenti campagne ne sono uscite sbugiardate. Tra i risultati:

1) il femminicidio non è in aumento, bensì in calo;

2) in Italia si uccidono meno donne rispetto a tutto l’Occidente;

3) paesi come Austria e Finlandia hanno tassi tre volte superiori ai nostri.

Perciò dire che il femminicidio sia una «vera emergenza sociale», come ha fatto la Rauti, suona come una balla rispetto a emergenze sociali assai più contingenti. La verità, spot a parte, è innominabile: più un paese è evoluto - e la parità pienamente raggiunta - e più tendono a equivalersi gli omicidi tra uomini e donne. L’Italia non brilla per emancipazione femminile, com’è stranoto: col risultato che le donne le ammazzano meno, e che talvolta, se le ammazzano, lo fanno proprio perché sono donne. È un fattore culturale definito «endemico» dagli studiosi. Fateci anzitutto un seminario, poi penserete alle task force ministeriali.  

Filippo Facci via Libero

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  • 1 week ago
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Tutte le bufale del leader M5S

Giovedì, in un video da Santoro, Beppe Grillo diceva che la doppia sede del Parlamento Europeo costa 400 milioni l’anno: ma a essere precisi sono 200. Poi ha detto che un terzo del bilancio europeo è speso per traduzioni: ma il bilancio del 2012, a essere precisi, è di 147 miliardi, e le traduzioni sono costate 330 milioni. Poi ha detto che l’Italia fornisce un terzo del bilancio dell’Unione Europea: a essere precisi è il terzo paese per contributi, che è diverso, perché significa che versa 14 miliardi su circa 140, cioè un decimo. Poi ha detto che i soldi del bilancio vanno in ipermercati e strade e petrolio: la metà dei fondi europei, a essere precisi, vanno in sovvenzioni per l’agricoltura. Poi ha citato alcuni grattacieli in bambù che Renzo Piano avrebbe progettato in Australia: a essere precisi in Australia non esistono grattacieli in bambù progettati da Renzo Piano, a Melbourne semmai esiste un palazzo di legno (non in bambù, e progettato da altri) che comunque è costosissimo. Poi ha detto che la Francia ha un bilancio di 17 miliardi di euro inferiore al nostro: a essere precisi è di 300 miliardi superiore. Sinché, domenica, Beppe Grillo ha detto che «L’Italia è come un cammello, nelle gobbe non ha più acqua». Ma i cammelli, a essere precisi, nelle gobbe non hanno acqua, hanno grasso: l’acqua la conservano nel corpo e nel flusso sanguigno. E comunque, sul suo blog, ha messo la foto di un dromedario.

Filippo Facci via Libero

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  • 2 weeks ago
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Concorso esterno? Da abolire. Con il machete…

Il governo giocherella, si diverte, ci fa gli scherzi, finge di riaprire al condono edilizio, abbozza un divieto di candidatura dei movimenti, ridesta la legge sulle intercettazioni, lascia riaffiorare il Berlusconi incandidabile: sciocchezze, burle, del resto le proposte basta ritirarle, e se scoppia un casino tanto passa subito. Un tempo almeno era una tecnica: si proponeva 100 per incassare 30, erano dei test per vedere che aria tirava. Ora paiono petardi impazziti che oltretutto non denotano coraggio politico: si propone 30 e servirebbe 100, come nel caso del concorso esterno in associazione mafiosa. Un’invenzione giurisprudenziale, questa, che non va azzoppata, non va limata, non va disciplinata, non va tipizzata: va proprio eliminata col machete, poi col diserbante, poi col sale. Nel Codice non esiste, è stata stilizzata dalla Cassazione e non esiste in nessun altro paese del mondo: ma a nulla sono servite le proposte di modifica avanzate dalle commissioni Pagliaro e Grosso e Nordio. Adesso i bellimbusti del centrodestra - che sulla giustizia partirono leoni e ora sembrano criceti - propongono solo di ridurre le pene quando fu addirittura il Pds, nel 1996, a proporre l’abolizione, mentre Rifondazione comunista, nel 2001, pensò a una riformulazione da capo con criteri affatto diversi. La destra garantista, cioè, superata dalla sinistra forcaiola. Però il risultato è lo stesso. Nessuno.

Filippo Facci via Libero

    • #concorso esterno in associazione mafiosa
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  • 3 weeks ago
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Prima di additare i conflitti d’interessi degli altri, però, uno dovrebbe guardare in casa propria. Nel caso di Grillo si rasenta l’assurdo: il Movimento trova «origine ed epicentro e sede» solo nel suo blog dove pure si discutono e propongono le campagne, il programma, le manifestazioni, si divulgano ufficialmente le informazioni del gruppo parlamentare, si concedono o si revocano le certificazioni per i candidati e per le liste elettorali. In sostanza il blog è tutto: peccato che sia soltanto la sottosezione di un «sito commerciale» (è la definizione tecnica) che vende libri e magliette e dvd. Di chi? Di Grillo e Casaleggio. Il merchandising di Grillo lo lasciamo immaginare (roba che con la politica spesso non c’entra niente) ma poi c’è il momento della cultura: autentiche recensioni di libri che regolarmente si suggerisce di acquistare. L’editore, come ha notato Agenzia Radicale, è sempre quello: Casaleggio Associati, co-fondatore del blog e del Movimento che tuona contro i conflitti d’interessi. Ai lati del blog giganteggiano le pubblicità degli stessi libri, tutta roba che da anni fa volare alle stelle (Cinque) i bilanci privati dei due imperatori, impegnati frattanto a sfanculare chi vuol tenersi la diaria. Senza il blog, il movimento non esisterebbe. Senza il Movimento, il blog esisterebbe eccome: infatti c’era anche prima. Il blog è il negozio, il Movimento una merce.

Grillology, ecco tutta la verità sui guadagni di Grillo e Casaleggio
Il blog è il negozio, il Movimento la merce. L’obiettivo? Far schizzare alle (cinque) stelle i bilanci dei due imperatori

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  • 4 weeks ago
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Un processo minore

Credo sia impossibile, a proposito del caso Ruby, che una persona normale possa sposare acriticamente la tesi innocentista oppure quella colpevolista senza provare un qualche disagio.

Sposare la tesi innocentista significa supporre che Berlusconi non sia andato a letto con Ruby e pensare che ad Arcore ci fosse qualcosa di diverso da una sostanziale prostituzione. Bene: non conosco nessuno che in privato sia disposto a crederci, di destra o di sinistra che sia.

Sposare la tesi colpevolista, invece, significa giustificare l’interdizione a vita dell’imputato per un danno alla collettività sinceramente inafferrabile e oltretutto privo di vittime che si dichiarino tali: non Ruby – la parte lesa più felice di tutti i tempi, coi milioni di euro che è accusata d’aver intascato – e non i funzionari di polizia che negano di aver ricevuto alcuna pressione. Bene, anche qui: non conosco nessuno, di destra o di sinistra, che da questo punto di vista non giudichi grottesco e irrilevante l’intero processo, utile solo in chiave speculativa per sputtanare Berlusconi; nessuno, cioè, disposto a sottoscrivere che la legge sulla prostituzione minorile serva a impedire che una ragazza molto sveglia disponga a piacere delle proprie risorse (fisiche) in un paese in cui la prostituzione non è reato.

Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne? Anche qui concordano tutti, a destra come a sinistra: in tribunale conta una sola verità, quella dimostrabile.

Filippo Facci via Il Post

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  • 1 month ago
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Un Capolavoro

1) Danilo Coppola era stato condannato a 6 anni per terrificanti accuse di bancarotta fraudolenta, associazione per delinquere, approriazione indebita e falso

2) Ha fatto due anni di carcerazione preventiva con 104 giorni di isolamento e, soltanto dopo evidenti problemi di salute certificati da due perizie, il tribunale gli ha concesso gli arresti domiciliari nonostante l’opposizione del pm

3) Il suo gruppo immobiliare intanto ha perso 1,2 miliardi di euro

4) Qualche giornalista ha provato a difenderlo ed è stato querelato, tra questi lo scrivente

5)  Ora Coppola è stato assolto in Appello con formula piena perché il fatto non sussiste con restituzione delle azioni sequestrate

6) Il suo arresto fu chiesto dai PM Rodolfo Maria Sabelli e Giuseppe Cascini : il primo è stato segretario dell’associazione nazionale magistrati sino al 2011, il secondo ne è l’attuale presidente : nessun giornale tuttavia gli ha chiesto conto di nulla, nemmeno l’Huffington Post che pure ospita un blog di Cascini

7) Dopo centinaia di pagine colpevoliste dedicate a Coppola e ai “furbetti del quartierino” , Repubblica ieri ha dedicato all’assoluzione zero riche, l’Unità zero righe, Il Corriere della Sera un micropezzo a pagina 27, mentre il Fatto Quotidiano , a onor del vero, ha dedicato intere pagine all’assoluzione , però era quella di Andreotti del 2003.

Filippo Facci via

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  • 1 month ago
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Stipendi e programma, Grillo ha già perso il controllo del M5S

Grillini che vanno in tv, che intascano l’intero stipendio, che sfanculano il fondatore: la verità è che nessuno li tiene più. Non li tiene Grillo e figurarsi Casaleggio, che sta sulle palle a mezzo Movimento. Che poi: era previsto e prevedibile che una quota di grillini a un certo punto sbroccasse, perché il potere dà alla testa o alla sua mancanza, insomma era nel conto, c’è una fisiologia e un accomodamento che da sempre accompagnano i partiti che crescono in fretta. Ma qui siamo al rinnegamento dell’abc, all’eresia, al taglio delle radici. Siamo al movimento che snobbava dogmaticamente i giornalisti e che ora invece dice «andate pure in tv», come ha concesso Grillo l’altro ieri. Siamo al Movimento che ha fatto fuoco e fiamme sull’Alta velocità e poi ha salutato dei senatori a Cinque Stelle che viaggiavano sul Frecciarossa. Il movimento che ha fatto intere campagne sulla bouvette della Camera e poi ha sorpreso qualche loro parlamentare che pranzava proprio lì.

Le sciocchezze - Sciocchezze, modeste scosse di assestamento: qualcuna forse sì, di tante cose neppure parliamo, ma i soldi no, i soldi non sono un dettaglio, e neanche la politica lo è. Grillo, proprio ieri, ha ribadito che lo «ius soli» (il principio per cui diventa italiano chiunque nasca in Italia) a lui non è mai piaciuto e continuerà non piacere: e l’ha riscritto su quel vangelo che è il suo blog. Lo ius soli è roba da sinistra in campagna elettorale - dice - e al limite ci vorrebbe un referendum, occorrerebbe parlarne in Europa. Ebbene: non è che un suo parlamentare, ieri, ha detto che dissente; Alessandro Di Battista, ieri, ha risposto «chissenefrega». «Il pensiero di Grillo non è la linea del Movimento Cinque Stelle… Ciò che scrive Grillo sul suo blog equivale a quello che può scrivere Scalfari su Repubblica. La linea Cinque Stelle va decisa dai cittadini con la democrazia diretta». Se anche fosse vero, sa di calcio nei denti: lo sanno anche i sassi che Grillo è il sovrano del suo partito e che al limite, come in tutte le monarchie, c’è un riccioluto vicerè che può farne le veci. Per quanto ridicolo, e per quanto non contempli lo ius soli, il Movimento ha un programma, e certo non l’ha scritto la democrazia diretta: l’hanno scritto i soliti due. Se fosse vero che ciascuno può opinare e sparare ciò che vuole, non avrebbero piazzato due «commissari» per la comunicazione. E comunque il paragone con Scalfari è uno sfregio, considerato che la sinistra non gli ha mai dato retta e che si è regolarmente schiantata quando l’ha fatto. Detto con rispetto: non è un paragone fantastico, quello con Scalfari. Ma è la questione dei soldi che grida vendetta, e che no, non era nel conto, non ora, non subito, non così: la «diversità» in tema di risparmio e morigeratezza è sempre stato un architrave della missione grillina, altroché, e però qui non si tratta di singole eccezioni, non è un senatore vanesio che s’è innamorato di Barbara D’Urso: frotte di parlamentari a Cinque Stelle si sono seriamente accapigliati sul primo stipendio. È successo e succede. C’è ancora chi lo vuole tutto e chi invece no, padri di famiglia contro single, gente che aveva un lavoro ben pagato contro miracolati che non avevano una lira. Poi è chiaro, c’è sempre il caso limite: il grillino siciliano Antonio Venturino è stato espulso perché non osserverà «la restituzione delle somme eccedenti i 2.500 euro più rimborsi spese». Ma, da quanto si è capito, per farsi espellere ormai c’è la fila: e non è gridando «chi si tiene i soldi è un pezzo di merda» che le cose a quanto pare stanno tornando a posto.

Niente rivoluzione - Dopo un bel «fanculo ai soldi», che detto da lui è suonato un po’ così, Grillo nei giorni scorsi ha dovuto ammettere che «un piccolo gruppo di parlamentari non vuole restituire il rimanente delle spese non sostenute». Poi l’ha messa ancora più morbida: «Chi vuole restituirà la diaria, chi non vuole, no». Non proprio una rivoluzione, insomma. Per Enrico Letta, ieri, è stato uno scherzo metterlo a tappeto: «Io taglierò lo stipendio dei miei ministri, vedo che Grillo fatica a togliere la diaria ai suoi parlamentari».  Il comico gli ha risposto ogni cosa e ha tuonato che il suo Movimento è «l’unica opposizione», dimenticando che il molisano che aveva adottato lo stesso slogan è finito fuori dal Parlamento. «Ci sono quattro pilastri guida nel movimento», ha detto Grillo secondo Il Fatto di ieri, «e cioè i soldi, il coordinamento della comunicazione, la circolazione delle informazioni e il rispetto dei capigruppo». Si stanno sgretolando tutti e quattro.

Filippo Facci

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  • 1 month ago
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Questa cosa del femminicidio ha veramente rotto. Un conto è registrare un fenomeno allarmante o in crescita (che poi è in calo, ma sono migliorati gli strumenti per censirlo) così come un conto è denunciare una casistica che si ritiene sottaciuta, culturalmente odiosa, legislativamente sguarnita; in tal caso le associazioni serie (da distinguere da quelle stracciavesti, «No more», «Feriteamorte», «Senonoraquando») possono fare opera di sensibilizzazione, ottimo. Ben altro conto, però, è la pretesa idiota che il «femminicidio» possa costituire un’aggravante dell’omicidio o addirittura un reato a parte, il che introdurrebbe una discriminazione di genere che è contro la Costituzione.
Basta col femminicidio perché nessuno parla dell’androcidio?
    • #femminicidio
    • #Filippo Facci
    • #radical chic
  • 1 month ago
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Parla l’idiota

Credo seriamente che in politica abbiamo il problema degli stupidi, e questo in proporzioni mai viste prima. In Parlamento e nei luoghi più mediaticamente esposti - tutti, in pratica - si è fatta largo una genìa che dice spettacolari sciocchezze non per ragioni strumentali, demagogiche, politiche, criminali: le dice perché le pensa davvero. Per stupidità, qui, s’intende una connaturata capacità di fare danno a se stessi e agli altri, a cui si aggiunge un’incrollabile fiducia nei propri mezzi; ebbene, non solo appaiono saltati quei filtri fisiologici che un tempo rallentavano l’accesso degli stupidi ai ruoli più visibili e decisivi della società politica: ma, ormai, gli stupidi denotano una marcia in più nella competizione per raggiungerli. Il problema è serio e in parte è mondiale, ma - per restare alle nostre miserie - può darsi che una cieca cooptazione dall’alto e una sbrigativa democrazia dal basso abbiano accelerato le cose: il combinato disposto pare micidiale, anche perché i media, che ovviamente fanno parte del problema, competono nell’amplificare le cazzate più clamorose e magari inconsapevoli: stupidi non paiono tanto i maliziosi messia, quanto i loro fanatici e ottusi apostoli. Intervistarli, talvolta, diventa un dovere imbarazzante ma comodo per far notizia. Però il limite tra un idiota confinato in un social network e uno rilanciato da tutti i media del Paese, egregi colleghi, per buona parte lo decidiamo ancora noi. Prendetela come una responsabilità.

Filippo Facci

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  • 1 month ago
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Blessed is the man who expects nothing, for he shall never be disappointed. (Alexander Pope)

contact: toscanoirriverente@gmail.com

All the images, articles, posts, videos and other stuff on this tlog are pretty much randomly stolen from the internet except otherwise stated. I try to credit my sources as much as I can, which is very little, because I'm lazy. If you find something on my blog belonging to you that I've probably stolen, drop me an email, and I'll be more than happy to credit you, or to remove it, as you wish.
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