Dimenticanze

Il 17 febbraio 1981 la Pm firmava una lettera appello al Manifesto in cui chiedeva, implorava che Mario Dalmaviva (accusato da due pentiti Br di connivenza con le frange terroriste e di essere coinvolto nell’operazione 7 aprile che lo portò in seguito ad essere condannato a sette anni di galera) fosse al più presto trasferito dalle carrceri speciali ad un penitenziario comune.
Era una battaglia di Magistratura Democratica, Dalmaviva divenne una bandiera della lotta politica delle toghe rosse, un simbolo. E per aiutare il compagno fecero di tutto e di più, tanto da beccarsi una richiesta di censura al Csm da parte dell’allora Procuratore Capo di Milano. Una richiesta che ovviamente suscitò le ire di Magistratura Democratica, che sostenne come “l’impegno politico non è causa di un turbamento nel corretto esercizio delle loro funzioni”.
E mentre la Boccassini si appassionava al terrorista, si scordava di rimettere in libertà un ragazzo di origine slava, Mirsaad Adzimuhovic, fermato per false generalità. Nove mesi in cella senza che nessuno si ricordasse di lui. Arrestato a novembre, interrogato da Ilda, il verbale di non convalida del fermo non giunse mai all’ufficio matricola del penitenziario.
“Smarrito”, disse tempo dopo la Boccassini, come se si trattasse di un accendino o di un portachiavi. E le settimane passavano, tanto che a marzo Mirsaad scrisse una lettera al giudice di sorveglianza, che gli rispose sostenendo la necessità di rimanere a disposizione della Procura. Altre settimane in cella, finché si giunse a luglio, quando finalmente qualcuno pensò di chiedere al Pretore la scarcerazione del ragazzo.
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ops, mi sono dimenticata lo slavo in galera…
Source: falcemartello
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