Di Pietro: “I referendum non erano campati in aria”
“Poi, Intervistato da Fabio Fazio detta le sue tre regole per una giusta riforma elettorale: “I condannati non devono essere condannati e, se condannati, devono decadere d’ufficio. Coloro che vengono rinviati a giudizio, fino a quando non interviene la sentenza, non possono ricoprire ruoli in amministrazioni locale e centrale. Infine, ci deve essere una clausola di incompatibilità tra la carica elettiva di primo livello e qualsiasi altra attività: in parlamento siamo quasi metà avvocati e metà imputati”.
Come al solito il rustico Tonino confonde l’indagato con il colpevole in terzo grado. Ma la laurea in legge l’ha trovata nelle patatine Pai?
Seguendo la sua logica se un giorno si svegliasse un giudice con il culo scoperto e decidesse di accusarmi di appoggio esterno alla mafia, sarei automaticamente escluso da qualsiasi carica pubblica? Poi, se dopo almeno 10 anni, la cassazione mi dichiarasse innocente… Beh, cazzi miei; del resto i giudici sono esseri umani e possono anche sbagliare…
Source: ilfascinodelvago
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