I dati sono del Bureau of Labour Statistics, ente ufficiale americano: nel 2010, ogni lavoratore italiano ha lavorato per 1778 ore, ossia il 25% in più delle 1419 ore del lavoratore tedesco. Anche il lavoratore francese lavora 339 ore meno dell’italiano (meno 23%). L’italiano che ha un’occupazione lavora più ore del giapponese, dell’americano e dello svedese.
D’accordo, è un crudo dato macro-economico (il numero totale delle ore lavorate in un paese, diviso per il numero degli occupati); ma ci dovrebbe dire qualcosa sulla inferiore “produttività” e “competitività” della manodopera italiana nell’area euro. A che cosa è dovuta? Non agli italiani, che quando hanno un lavoro sgobbano per più ore degli altri, ma al “sistema-paese”, ossia al malgoverno con le sue inefficienze e costi strutturali, dai trasporti all’energia elettrica più cara, fino al peso delle pletoriche Caste improduttive; le quali non solo non producono, ma ostacolano chi lavora.
Source: rischiocalcolato.it
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