Livorno: ragazza picchiata e uccisa, è stata anche violentata
Firenze, 13 giu E` stata anche violentata sessualmente Ilaria Leone, la ragazza di 19 anni uccisa…
Shhhh!! Mi raccomando! Zitti. Se ad ammazzare una donna è stato uno stronzo italiano ti spappolano i coglioni con il femminicidio ed il maschilismo italiano, mentre se probabilmente (noi siamo garantisti) è stato un nero negro* ghanese con tre decreti di espulsione… Shhhh!, zitt-zitt! Si istiga l’odio razziale … Shhhhh…. Booni…
* Treccani:
négro (letter. ant. nigro) agg. e s. m. (f. -a) [lat. nĭger -gra -grum; v. nero1]. – 1. agg. Forma ant. o letter. per nero: In Mongibello a la focina negra (Dante); Vedova, sconsolata, in vesta negra (Petrarca); Sotto due negri e sottilissimi archi Son duo negri occhi (Ariosto); anche nel sign. fig. di triste, tetro: sogni et penser’ negri Mi dànno assalto (Petrarca); s’asside Su l’alte prue la negra cura (Leopardi).
Il termine negro indica una persona appartenente a una delle etnie originarie dell’Africa subsahariana e caratterizzate dalla pigmentazione scura della pelle; in senso più ampio, può applicarsi ad altri gruppi etnici con caratteristiche somatiche analoghe, come i negritos delle Filippine o gli australiani aborigeni.Sebbene la sua etimologia e il suo significato originale e tecnico non siano né dispregiativi né volgari, sotto l’influenza di simili termini in inglese e tedesco, la parola ha assunto col tempo connotazioni negative anche nella lingua italiana.Si presume che il passaggio da termine neutro a negativo sia avvenuto nel corso degli anni 1990.
Etimologia
Il termine italiano negro è etimologicamente equivalente all’aggettivo nero (dal latino niger/nigru(m)), e aveva in origine tale significato; esempi di quest’uso del termine si trovano tra l’altro in Petrarca, Ariosto e Carducci.
L’uso di negro per riferirsi alle etnie di pelle scura è anch’esso attestato già nella letteratura del basso medioevo (per esempio nello stesso Petrarca), ma è diventato più comune in epoca coloniale, sia in italiano che in altre lingue (alcune delle quali lo hanno mutuato dall’equivalente spagnolo). Derivati di questa accezione di negro sono termini come negroide (introdotto a partire dal XIX secolo dagli antropologi per denotare una delle ipotetiche razze umane) o negritudine (l’insieme dei valori etnici e culturali dei popoli neri). Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, non risultano invece riconducibili alla radice latina niger i toponimi Niger e Nigeria, per i quali si ipotizza una derivazione dall’espressione tuareg ngher (abbreviazione di gher n gheren, fiume dei fiumi).
In passato, negro non era percepito come termine dispregiativo e costituiva il modo più comune per riferirsi ai popoli di pelle scura, sia in letteratura (usato tra l’altro come traduzione comune di termini stranieri come l’inglese nigger e il francese nègre), sia nel linguaggio comune. Un esempio noto di uso del termine negro nella sua accezione originale è il brano musicale Angeli negri (dal film Angelitos Negros del 1948, cantato da Pedro Infante ed eseguito in italiano da Marino Barreto Junior nel 1959 e da Fausto Leali nel 1968), così come nel brano del 1963 I Watussi di Edoardo Vianello. Anche vocaboli ancora in uso come negritudine o il titolo della rivista Nigrizia dei padri comboniani derivano dal termine negro usato senza alcuna connotazione negativa o discriminatoria.
Nell’uso comune contemporaneo negro viene tuttavia generalmente percepito come dispregiativo e razzista, probabilmente come conseguenza dell’estensione all’italiano dei dettami del politicamente corretto che nella cultura anglosassone hanno portato alla condanna del dispregiativo nigger (ulitizzato al posto di black).
Briatore: «Per Renzi mi iscriverei al PD». Per la topa anche a Rifondazione Comunista.
muoro!
P.S. Esiste ancora Rifondazione?!
“Siamo fatti per il 70% di citazioni del cazzo e per il 30% di errori di digitazionw.”
— coqbaroque:

Ieri ho raccolto la lamentela di una amica. La figlia frequenta le scuole medie di un paese qui vicino.
La direzione scolastica, con l’accordo di tutti i docenti, ha deciso, prima ancora di iniziare gli scrutini, di NON BOCCIARE NESSUNO.
Questo è il messaggio che la scuola trasmette a tuo figlio, questa è la preparazione per il mondo del lavoro che gli viene fornita: lavori, non lavori, ti impegni, non ti impegni, porti risultati, non ne porti.
E’ uguale. Non fa alcuna differenza.
Il Napam andrebbe elargito in primis ai genitori che non s’incazzano (i bimbi sanno chi è che si merita d’essere bocciato).
Succede di peggio: s’individua chi bocciare, ma alla fine gli unici ad essere respinti sono i figli d’immigrati magari negri che si trovano, al contrario dei genitori italiani, in grosse difficoltà ad andare a protestare dai Presidi.
Ma la scuola italiana è strana anche in altri ambiti: al nord ed al centro i voti finali sono assai più bassi rispetto a quelli del sud. Sarei curioso d’incrociare i voti della maturità con quelli dei test invalsi, ma non ho voglia.
Ah, naturalmente il professore che seleziona per merito e promuove la legalità viene pagato esattamente come lo stronzo che non boccia nessuno e regala 60 100 come se piovesse “altrimenti le creature come trovano lavoro?!”
Di una cosa invece si può andare abbastanza sicuri. La lobby gay del Vaticano avrà pure un potere assoluto su conti in banca, nomine in Curia e scatti di carriera per le guardie svizzere con muscolatura ispirata alle statue di Michelangelo. Ma quando si tratta di decidere la linea del Vaticano in materia di unioni di fatto e coppie gay, l’influenza della lobby misteriosamente evapora.
Mai conosciuta una lobby così distratta. O così egoista: il diritto di fare quel che gli pare, i prelati gay lo vogliono tenere tutto per sé.
—Massimo Gramellini, Lobby di fatto (La Stampa)
I preti hanno sempre trombato le donne sposate e non, ma non mi pare possano convolare a nozze. Per Gramo Gramellini sono distratti? Imbecille.
Secondo me quella di Checchino I° è un’apertura ai ghei (vedete? C’è pieno anche nella Curia…), più che un tentativo di ghettizzazione.
(Source: uaar-it)
via Roma Today
Dalle stalle stelle alle stalle. Chi tocca non tocca i ghei muore.
(via tattoodoll)
“Every life is in many days, day after day. We walk through ourselves, meeting robbers, ghosts, giants, old men, young men, wives, widows, brothers-in-love. But always meeting ourselves”.
- Ulysses, Chapter One Episode Nine ‘Scylla and Charybdis’
abr:
The evidence keeps mounting against global warming extremism.
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Farebbe un sacco ridere, se dietro non ci fosse la tragedia della più grande truffa nella storia dell’umanità.
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Ci son sempre le scie chimiche ed i microchip installati sottocute… ;-)
Una delle più grandi truffe. Prima c’era il Nuclear Winter di Carl Sagan, poi i limiti allo sviluppo del Club di Roma; sugli schermi resta la droga QE, le stamperie di soldi e quindi di futures (trad,: illusioni). La gente ha bisogno di CREDERE, per OBBEDIRE e COMBATTERE. Intanto c’è chi ci campa facendo “ricerca”. Oppure l’economista.
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