Questo grafico, che riporta Repubblica online ed è frutto di un’elaborazione dei dati della Corte dei Conti, ci dice che nel complesso la quota di gettito potenziale che non viene dichiarato all’erario sta diminuendo, specialmente dal picco del ‘97.
Quindi negli ultimi 15 anni una parte dell’evasione fiscale è stata recuperata. Che fine hanno fatto quei soldi? Sono serviti a diminuire il carico fiscale? No. Sempre dal ‘97, con l’ingresso nell’euro, abbiamo risparmiato quasi 700 miliardi complessivi di interessi sul debito. Di nuovo, che fine han fatto quei soldi? Sono serviti a diminuire il debito pubblico o alleggerire il carico fiscale? No.
Pagare tutti per pagare meno? Una balla colossale.
Perché se nonostante un aumento degli introiti fiscali, il recupero dell’evasione e minori interessi pagati sul debito pregresso ci ritroviamo con 2050 miliardi di euro di debito (dai 1200 del ‘97), la risposta è una ed è semplice.
OGNI SINGOLO EURO DI ENTRATE IN PIU’ FINANZA (PIU’ DI) UN EURO DI SPESA PUBBLICA.
Sono aumentati e migliorati i servizi in questi 15 anni? E allora a cosa è servita quella spesa pubblica? Chiedetelo a vari Fassina, Vendola ma anche Berlusconi che vorrebbero aumentarla ancora.
(via vitaliano)
Le proteste sono legittime; la voce delle strade deve essere ascoltata perché rappresenta un messaggio diretto ai governanti.
Dilma Roussef, presidente del Brasile. “Queste voci devono essere ascoltate, la mia generazione sa bene quanto ci è costato”, aveva detto ieri Dilma, che durante la dittatura (1964-1985) venne arrestata e torturata in carcere.
Ritirati gli aumenti del prezzo dei trasporti dopo proteste di massa, che proseguono al grido di “meno mondiali più scuole”.
(qualcuno lo spieghi a Erdogan, e a Jp Morgan e compagni di delinquenza)
Spero che la Roussef avesse già posato il manganello prima di rilasciare questa dichiarazione al miele.
Intendiamoci: cacciare, o far cacciare dalla “rete”, una senatrice che ha parlato male di Grillo, manco fosse la Madonna o Garibaldi, è demenziale, illiberale e antidemocratico in sé. E non solo perché serve su un piatto d’argento agli eterni Gattopardi e ai loro camerieri a mezzo stampa la miglior prova di tutte le calunnie che hanno sempre spacciato per dogmi di fede. Non è nemmeno il caso di esaminare l’oggetto del contendere, cioè le frasi testuali pronunciate dalla senatrice nell’intervista incriminata a Sky, perché il reato di lesa maestà contro il Capo è roba da Romania di Ceausescu.
I grullini - Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Urca. Grillo starà già cercando un nomignolo per Travaglio?
(via nipresa)
Dilettanti. Con la magistratura, l’avversario si elimina usando la magistratura!
(via nipresa)
NON ABBIAMO VINTO, ABBIAMO NON PERSO
18/06/2013, BERSANI ALLA GRUBER a 8 1/2
(via supercazzolaprematurata)
Never Forget.
Mamma li turchi. Ma tutti se ne accorgono soltanto ora
Sulla Turchia, però, verrebbe da chiedere un classico «dove eravate?» ai tanti che adesso si agitano per i diritti umani: anche perché a opporsi all’ingresso della Turchia in Europa (di 71 milioni di musulmani, cioè, in un’Europa che ne contiene solo 15 milioni) poco tempo fa c’erano solo quattro gatti leghisti e comunisti. Berlusconi magnificava «il grande amico» Erdogan, il Corriere della Sera ospitava articoli del ministro Frattini che esaltava le fantasmatiche riforme turche, la sinistra se ne strafotteva, il Vaticano taceva per paura di ritorsioni contro i cristiani armeni. E i giornalisti? Nel novembre 2006 Napolitano andò ad Ankara e auspicò «l’ingresso della Turchia come stato membro», ma gli inviati italiani gli fecero solo domande su Schifani e sul presidenzialismo. Intanto l’Herald Tribune e altri giornali del mondo si occupavano del caso Turchia per davvero, anche perché Ankara guardava apertamente all’Iran di Ahmadinejad e a una partnership militare con la Siria: le repressioni e i giri di vite contro la stampa erano all’ordine del giorno. E oggi? Forse ignorate che Francia e Germania hanno cambiato idea: sia benvenuta la Turchia nella Ue, come ribadito nel maggio 2012 con l’applauso di Mario Monti. Una questione economica, certo: anche se da un rafforzamento dell’Asse Berlino-Ankara c’è soltanto da temere. Le perplessità di ordine demografico e culturale? Chi se ne frega.
Filippo Facci via Libero

Brazil experienced one of its biggest nights of protest in decades on Monday as more than 100,000 people took to the streets nationwide to express their frustration at heavyhanded policing, poor public services and high costs for the World Cup. Full story here.
Photograph: Ueslei Marcelino /Reuters
“A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… “

un background grosso grosso.
(via alkemilk)
(via Forza Dolores Da Padova | La Privata Repubblica)
Devo ammettere di avere un debole per quelli che si augurano roghi e morte e poi aggiungono “spero di non offendere nessuno”.
Già, voi preferite concludere gli auguri di “roghi e morte” aggiungendo: “cazzo!”. Anche le cazzate necessitano di una certa forma scritta.
(via coqbaroque)
Marian Kamensky, http://www.humor-kamensky.sk/
già
Basta spegnere. Non mi pare difficile.



